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L'apiario di Luca

Quando si prova a strappare una singola cosa nella natura, la troviamo attaccata al resto del mondo.

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api101

Mi chiamo Luca e ho 30 anni. Vengo da Rimini e da ottobre 2015 ho iniziato ad interessarmi di apicoltura. Sono autore di un blog di apicoltura, nel quale racconto le mie esperienze man mano che mi avventuro in questo nuovo percorso, sperando di aiutare anche altre persone che come me hanno deciso di avvicinarsi a questo affascinante mondo. Conscio del fatto che senza le api la natura è destinata a diventare inevitabilmente più povera, cerco nel mio piccolo di far conoscere le fantastiche capacità di questo insetto sociale. La sua grande importanza nel preservare il nostro patrimonio botanico è messa oggi a repentaglio da tante azioni sconsiderate che l’uomo effettua quotidianamente. Si rende quindi sempre più necessaria un’organizzazione a livello quantomeno nazionale per mantenere sotto controllo le numerose insidie che flagellano ogni anno centinaia di apiari sia professionali che hobbystici.

Biologa italiana “scopre” un possibile utilizzo della tarma della cera

La ricercatrice italiana in biologia molecolare Federica Bertocchini, sembra aver scoperto una potenzialità molto promettente negli enzimi prodotti dalla tarma della cera (Galleria Mellonella).

La biologa, appassionata di apicoltura, ha infatti scoperto che questa tarma, oltre ad essere particolarmente vorace nei confronti della cera, è anche in grado di biodegradare il polietilene.

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Come vedono le api?

Male, o meglio, mentre noi umani riusciamo ad avere una vista composta da un’unica immagine completa e nitida, l’apparato visivo delle api è molto differente; è formato da due occhi compositi laterali (contenenti tanti piccoli occhi chiamati ommatidi) e da tre occhi centrali chiamati ocelli.

Questi occhi ricostruiscono l’immagine in maniera molto “pixellata” o “a quadrettoni“, infatti le api per distinguere chiaramente un fiore devono arrivare a pochi centimetri di distanza, ma in realtà tutto questo per loro non è affatto un male, anzi…

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Sostituzione regina problematica

Durante questi giorni sono rimasto un po’ fermo a causa di qualche puntura di troppo; una di queste, alla caviglia, è stata particolarmente fastidiosa e non mi ha permesso di combinare granché fino a ieri.

Non tutto il male vien per nuocere però, quindi ne ho approfittato per riorganizzare alcune foto che avevo scattato e tirare fuori questo articolo, in cui parlerò delle problematiche che possiamo incontrare quando ci troviamo in odore di primavera.
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Sistemazione nuovo apiario

In questi giorni ho completato i lavori di sistemazione per la nuova postazione.

Ma come si prepara una nuova postazione?

Sicuramente chi fa apicoltura ha idee ben chiare in merito, ma anche fra gli apicoltori ognuno ha le sue preferenze; c’è chi preferisce utilizzare dei sostegni in ferro, chi opta per le tubazioni innocenti oppure per dei tubi in pvc.

Oggi vi racconterò di cosa ho combinato durante i miei due giorni di ferie…

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Passi avanti – Ampliamento apiario

Ci stiamo avvicinando sempre di più al periodo di raccolta del nettare, che (guardacaso) coincide proprio col periodo in cui la febbre sciamatoria si fa sempre più forte. Le famiglie di api, che fino a poco meno di un mese fa lottavano per sopravvivere, raggomitolate nel proprio glomere, ora esplodono di vitalità con un vigore che ha dell’incredibile.

Ma anche io, nel mio piccolo, mi sto dando da fare. Dalle 3 arnie con cui sono partito, quest’anno arriverò a gestire circa 10 famiglie, ovvero il massimo di famiglie consentite per un apicoltore hobbysta qui in Emilia Romagna.

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Denuncia anagrafe apistica

La denuncia degli alveari all’anagrafe apistica è divenuta obbligatoria dal dicembre scorso. Si tratta di una pratica completamente gratuita e vantaggiosa per gli apicoltori che, per esempio, possono essere tempestivamente avvisati dall’ASL nel caso in cui vicino al proprio apiario ci fossero focolai di malattie particolarmente contagiose per le api.

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Ricetta crema mani e viso con cera d’api

In questi giorni volevo trovare un modo per utilizzare la cera di opercolo che ho recuperato durante la smielatura dell’anno scorso, così dopo alcuni tentativi sono riuscito a realizzare un’ottima crema sia per le mani che per il viso.

Vi dico già che l’odore è talmente buono che è difficile resistere alla tentazione di mangiarla!

Ovviamente condivido volentieri con voi sia la ricetta che le foto della lavorazione. Buona lettura! Continua a leggere…

Miele di Manuka e Leatherwood

Già da qualche anno il miele di Manuka (leptospermum scoparium) viene commercializzato come un miele apparentemente miracoloso per la salute.

Viene prodotto esclusivamente in Nuova Zelanda e in Australia. In Australia viene prodotto anche il miele di Leatherwood (Eucryphia lucida). Ma che cos’hanno questi due mieli in comune?

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Nemici dell’alveare: Il Gruccione

Questo bellissimo volatile dal piumaggio estremamente variegato è un insettivoro molto vorace. Un terzo della sua dieta è costituito da api e si calcola che un esemplare può predarne fino a 9.000 in una singola stagione.

Originario del Nord Africa, migra sul nostro territorio nidificando a terra in gallerie o scarpate esposte al sole nel periodo che va fra aprile e maggio, per poi ripartire a fine agosto. Purtroppo il periodo coincide proprio con quello della sciamatura e questo può in alcuni casi rappresentare un bel problema, vediamo perché:

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